Recensione: “LITTLEBIGPLANET”: Un piccolo grande, grande, grande mondo di pezza…
Lasciatemelo dire: era ora!. Finalmente, dopo anni passati a videogiocare a, sì, bei giochi, profondi, talvolta anche innovativi (Nintendo ne sa qualcosa in più dei concorrenti su questo ultimo frangente), una vera e propria perla arriva nelle nostre case. Prodotta da una Sony che fino ad ora non ha ancora dato il meglio di sè con la sua ultima fatica denominata PlayStation 3, LittleBigPlanet è un titolo che va oltre al videogioco, ed è ciò che molti aspettavano.
Rivoluzionario, divertente, coinvolgente, infinito, questo è ciò che ci piace definire nextgen. LBP (come lo abbrevieremo in alcuni punti della recensione) non ha bisogno di controlli particolari per impressionare. Nemmeno di una grafica ultrapompata o di una storia da cinema, niente di tutto questo.
LBP impressiona per tutto quel che è nella sua essenza: ovvero un piccolo, immenso, mondo nelle nostre mani. Una comunità online che si sviluppa per testare le capacità inventive che si celano in ognuno di noi e un gioco offline che può esser reso altrettanto illimitato dalla nostra voglia di creare e dare vita.
Allacciatevi le cinture per un viaggio dove respirerete aria di capolavoro, dalla presentazione fino alla sua pressoché inesistente fine, ringraziando senza sosta Media Molecule per averci regalato un qualcosa che, da solo, vale quasi l’acquisto di un’intera console.
SackBoy che non siamo altro!
La parola chiave per definire LittleBigPlanet è una sola: personalizzazione. Ma io ci aggiungerei anche un bel: senza precedenti!.
Il titolo in fondo dice già molte cose riguardo il geniale prodotto Media Molecule: LittleBigPlanet, letteralmente PiccoloGrandePianeta, altro non è infatti che un mondo a parte.
La prima cosa da fare, dopo avere inserito il Blu-Ray nel monolite nero, è render personale il proprio alter-ego di pezza denominato SackBoy (o SackGirl se a giocare è una fanciulla), ormai reso vera e propria icona videoludica sul quale Sony ha intenzione di puntare con merchandise infinitesimale e quant’altro sia possibile.
In effetti questi bambolotti digitali hanno un’attrattiva enorme nella loro semplicità estetica, che riesce a renderli unici e, sì, dolcissimi, ricordandoci di primo acchito quel vecchio bambolotto che la maggior parte di noi aveva sempre in braccio da bambino.
Per renderlo unico avremo inizialmente a disposizione alcuni pezzi (capelli, cappelli, orecchie, vestiti, gingilli e gadget vari) e diversi materiali, che vanno dal denim (il più comunemente conosciuto Jeans) a diverse stoffe più o meno variopinte.
Questo arsenale di oggettistica, perchè di vero e proprio arsenale si potrà parlare dopo alcuni livelli completati, andrà ad ampliarsi in modo assai soddisfacente con l’avanzare della storia introdotta come modalità nel titolo che, prima dell’ultimo sviluppo, nemmeno la prevedeva.
Una cinquantina di livelli più minigiochi ci accompagneranno nel corso del nostro viaggio, atto a salvare i personaggi che incontreremo durante l’avventura da un fantomatico nemico di LittleBigPlanet che vuole distruggere questo pianeta da sogno, come mostra il fantastico video d’apertura recitato da persone in carne ed ossa, paragonabile ad un piccolo corto d’autore.
Come se non bastasse la nostra fantasia potrà aiutarci a colorare a ad agghindare il nostro SackBoy per mezzo di adesvi che nel gioco hanno il compito di decorare tutto ciò che vogliamo. Alcuni saranno semplici disegni 2D, altri invece prenderanno vita alla loro applicazione. Con un po’ di creatività si può trasformare il nostro pupazzetto in qualsiasi cosa, compresi personaggi famosi. Facendo un giro in rete si possono trovare foto e tutorial atti ad aiutarci ad agghindare il nostro alter-ego di pezza come Joker, Batman, Ironman, Venom e, persino, una Tartaruga Ninja. Ma la fantasia non ha limiti e difficilmente si potrà giocare in rete con qualcuno che abbia dato al suo SackBoy le stesse sembianze che avrà il nostro.
L’editor dei miracoli!
SackBoy a parte, quel che rende davvero speciale LBP è il suo editor di livelli interno.
Gli stages che potrete giocare nella modalità storia sono stati assemblati dagli sviluppatori quasi come un puro esempio di quel che voi stessi potrete andare a creare.
L’idea iniziale, come accennato prima, era effettivamente che LBP uscisse come solo editor, senza una storia e livelli precostruiti. Ma i lavori interni sono cambiati e il gioco, che già sarebbe stato pazzesco, ha preso ancor più consistenza.
La storia in sè è un pretesto per spingere il giocatore a collezionare la miriade di oggetti base che poi potranno esser utilizzati durante l’ideazione dei livelli personali. Ci sono bolle oggetto ovunque. Alcune semplicissime da recuperare, altre posizionate in locazioni che vi spingeranno a rigiocare ogni livello almeno cinque volte e altre ancora che richiederanno la collaborazione di due o più giocatori (sia offline che online in base alle possibilità e alle preferenze di ognuno di noi). Insomma, per completare LBP ce ne vuole di tempo e non è nemmeno detto che tutti siano in grado di raccolgiere quel che c’è da raccogliere.
Tornando all’editor dei livelli in sè arriviamo ai punti focali, quelli che rendono unico ed inimitabile il titolo Media Molecule.
In pratica potrete costruire ciò che volete.
Ci sono a disposizione alcuni oggetti base, una sorta di scatola degli attrezzi, coi quali potrete dar vita a qualsiasi cosa.
L’idea alla base di LBP è che quel che andate a toccare è un piccolo mondo di bricolage. A partire dal personaggio di stoffa fino alle costruzioni che altri non sono che un piccolo modellino stile Art Attack.
Si hanno a disposizione un gran numero di materiali comuni, che vanno dal semplice polistirolo, al cartone, al legno fino a metallo, gomma e stoffa, ognuno con delle peculiarità proprie e diverse funzioni di interazione per i nostri SackBoys.
Troppo ampio da illustrare a semplici parole, questo parco aggeggi comprende bulloni che permettono di far ruotare gli oggetti, pistoni, carrucole, ruote, fino ad arrivare ad emettitori che creano cianfrusaglie dal nulla a telecamere che cambiano l’inquadratura di gioco in un determinato punto del nostro livello.
Con un pò di fantasia i videogiocatori più smaliziati potranno dar vita a veri e propri mondi a partire da zero, creando non solo a scenografie e locazioni uniche da noi quasi interamente disegnate ma anche personaggi parlanti (con testi scritti da noi) che narrano al visitatore reale (ovvero un altro giocatore) la vicenda che sta per vivere, con indicazioni, suggerimenti o semplici sbeffeggi.
Si possono creare palazzi cadenti, meccanismi complicati, stupidate atte a scatenare ilarità nel visitatore, oppure armi mortali come cannoni che mandino in frantumi il SackBoy dei nostri amici facendoli uscire di senno.
Per decorare il tutto ci saranno a disposizione centinaia di adesivi ma, nota dolente, sono difficili da applicare e su ogni oggetto se ne possono immettere un numero limitato (che è comunque più che sufficiente per completarlo). Sarebbe stato comodo un secchiello e un sistema vero e proprio di colorazione che però è stato deciso non implementare per chissà quali arcani motivi.
Come se non bastasse, i fortunati possessori di PlayStation Eye o, meno qualità all’attivo, Eyetoy, potranno divertirsi a creare adesivi personalizzati con il proprio volto e farsi conoscere in tutta la community (mondiale) di LBP, rendendo unici ed inimitabili i propri livelli con adesivi originali o la propria, particolare faccia.
Tutto quel di cui vi ho parlato fino ad ora sarà misurato da un termometro posto sulla sinistra che vi dirà quanto ancora manchi al completamento (in senso di elementi su schermo) del livello e, una volta riempito, non sarà ovviamente più possibile inserirvi alcunchè. Ma la preoccupazione sarà sicuramente l’ultima a toccarvi dato che noterete che, tal termometro, sarà quasi impossibile da riempire.
In rete si trovano, inoltre, decine di nuovi livelli creati da altri utenti ogni giorno, più o meno facili da ricercare, alcuni dei quali così sbalorditivi da far impallidire quelli ideati dagli stessi sviluppatori. Nella nostra Luna, sezione dedicata alla creazione dei livelli, ogni cratere ospiterà una nostra creazione oppure una di quelle scaricate dalla modalità online. Ce ne sono diversi per un totale che supera la ventina.
Purtroppo, per quanto mirabolante nel suo concetto, l’editor non è affatto esente da difetti.
Il fatto che LBP sia essenzialmente in due dimensioni (ci si muove linearmente infatti seppur su tre diversi livelli cambiabili con un semplice salto del personaggio o nell’editor con la pressione di un tasto) rende difficile la colorazione per via adesiva e, molto spesso, anche la creazione di forme specifiche essendo esse non roteabili a piacere. Inoltre, il sistema di colla e scolla non sarà affatto vostro amico ma anzi, vi farà tirar giù mezzo LittleBigPlanet ogni volta a suon di parolacce.
Molto spesso, infatti, staccando un pezzo accidentalmente incollato su una superficie, una volta schiacciato play, vi troverete l’intera costruzione colante a picco (niente paura, per fortuna è possibile annullare qualsiasi azione e recuperarla più volte e senza limitazioni) e se proverete a reincollare il tutto, state pur certi che qualcosa, che sia la botola o la porta a motore, si saranno incollati anch’essi perdendo ogni tipo di funzione.
Ma la miriade di opzioni per ogni oggetto e la possibilità di costruire qualsiasi cosa la nostra malata mente sia capace di ideare, credetemi, fa passare in quarto piano qualsiasi difetto possibile e tutto ciò non vi farà mai desistere dal costruire un livello da cima a fondo con trappole e giochetti unici perchè poi la sensazione che si prova a giocare e a far giocare amici o estranei completi a ciò che noi stessi siamo andati a creare, è quanto di più appagabile sia mai stato reso possibile in un videogioco.
Da menzionare infine il fattore DLC atto alla personalizzazione dei nostri amici di pezza: ogni giovedì vengono infatti rilasciati all’acquisto diversi costumi aggiuntivi che vanno dal prezzo di 99 centesimi di euro cadauno fino a 5 euro per quelli a edizione limitata (ovvero disponibili per un breve lasso di tempo) che aiuteranno a rendere infinito anche il guardaroba del nostro piccolo SackBoy.
Insomma, non c’è The Sims che tenga, davvero.
Beltà grafica, sonoro da sogno e fisica da urlo si nascondono dietro un platform.
Graficamente LittleBigPlanet è un piccolo, grande piacere per gli occhi.
Le texture sono eccezionali, materiali resi divinamente e colori sgargianti rendono il nostro quadro personale un vero capolavoro.
Senza pretese, gli effetti di luce (come fuoco, elettricità e luce stessa) hanno un loro perchè e creano atmosfere uniche per ogni livello che andremo a creare.
La fisica è però quel che rende ancor più particolare, come se non bastasse, il titolo Media Molcule ed è quell’energia grandiosa che ci permette di dar vita alle macchine fantaboliche che creiamo nell’editor che è da definirsi davvero di un’altra generazione.
Questa legge vecchia come il mondo, quella di gravità, si ripercuote ovviamente anche sui SackBoys che risultano, nel loro saltare, spesso pesanti e mai così differenti da quel che siamo abituati a vivere nei platform (basti pensare ad un tal idraulico dal cappello rosso e i baffi folti che con la pressione di un tasto spicca zompi alti metri) e quindi mai così terreni. Sbaglia chi lo prende come difetto. Altri non è che una dose di vita reale implementata in un gioco totalmente irrazionale, se prendiamo quel che è.
La musica è quanto più ispiratrice possibile e seppur non personalizzabile coi nostri mp3 da hard disk, offre una vasta gamma di colonne sonore e rumori che ci aiuteranno a rendere indimenticabile ogni livello da noi creato.
Una semplicità altamente complicata
LittleBigPlanet è controllabile quasi esclusivamente con due tasti. Con X si salta e con R1 si afferrano gli oggetti (da poter tirare e spingere) come le spugne e gli altri materiali”afferrabili. Per cambiare livello, ce ne sono 3, basta saltare indirizzando la levetta analogica sinistra in su o in giù.
Con la croce direzionale è possibile cambiare le espressioni del nostro SackBoy che sono 16 in tutto, 4 per ogni stato emozionale che si dividono in: Felicità, Preoccupazione, Tristezza e Ira. Tenendo pressione sui tasti dorsali L1 ed L2 è inoltre possibile muovere, abbinandoli alle rispettive levette analogiche, gli arti superiori del nostro SackBoy, dando vita ad un linguaggio pressochè completo anche in assenza di tastiera per chattare testualmente o di microfono per la chat vocale. Con la pressione veloce di una delle due levette atte a muovere gli arti dell’omino di pezza è inoltre possibile schiaffeggiare un nostro compagno.
Per quanto riguarda l’editor ovviamente le cose si fanno più complesse, ma nemmeno poi tanto. I tasti dorsali sono atti a modificare le misure e, insieme alle levette analogiche, le dimensioni degli oggetti e la profondità o utilizzate per spotarli sui diversi livelli.
Con il tasto X si posizionano e selezionano e con il Triangolo si staccano o si annullano.
Tutte queste azioni, meno che il movimento del personaggio, si scelgono tramite il menu Pop che si può richiamare col tasto quadrato e dal quale si può accedere alla borsetta, contenente tutti gli oggetti trovati o quelli personali salvati, gli adesivi (compresi i nostri), l’editor del SackBoy stesso, la chat testuale, i tutorial ed un’opzione utilissima di suicidio che ci libera nel caso ci si infognasse in qualche vicolo cieco facendoci ripartire dall’ultimo checkpoint attivato.
Menu e modalità da urlo!
Tutto il mondo di LittleBigPlanet è controllabile tramite il Pod (che ricorda ovviamente il nome del famoso lettore multimediale Apple). Da qui sarà possibile accedere alla modalità Storia, con la sua cinquantina di livelli, rigiocarla a piacimento compresi i minigiochi e scegliere se giocarla in single player oppure online. Anche giocare in loco con amici non è mai stato così semplice. In qualsiasi momento della sessione di gioco, accendendo un secondo, terzo e/o quarto controller, vedremo apparire in tutta la sua tenerezza tanti SackBoy quanti joypad sono stati collegati. Ovviamente i nostri amici avranno la facoltà di personalizzare i proprio alter-ego salvandone il costume alla fine e riutilizzandolo a piacimento ogni qualvolta si accingeranno a giocare con noi nuovamente. Dal Pod si può accedere alla modalità online, dove ogni giorno un sacco di nuovi livelli fai-da-te appariranno come per magia rendendo infinita l’avventura di LBP. Un sistema di valutazione per via di targhette (bello, brutto, difficile, orrendo, ridicolo, ecc… per darvi un’idea) vi aiuterà a scegliere dove andare a parare nel vasto panorama a vostra disposizione.
La possibilità di assegnare un cuore ad un livello prediletto (o più) vi darà l’opportunità di ritrovarlo più facilmente e agli altri di capire quanta gente ha apprezzato il lavoro dell’autore che potrà, dopo un certo numero di cuori assegnatili, guadagnare un trofeo (che a nulla serve se non per piacere proprio) dei tanti disponibili in tutte le modalità di gioco.
Dal Pod, a destra, si accede alla propria luna mentre, a sinistra, si accede alla lista amici ai quali è possibile aggregarsi o invitare a seconda se sono online o meno. Sotto questa opzione si trovano le classifiche degli amici coi quali confrontarsi.
Anche i livelli che si trovano in rete ogni giorno sono giocabili in singleplayer, in multiplayer locale oppure online con altre persone. Lasciatelo dire: mai trovato gioco Online più divertente di LBP. Le risate che non vi farete giocando contro (cercando fi fare più punti e vincere le gare a tempo) o in cooperativa con altri giocatori che siano vostri amici o perfetti sconosciuti non ha rivali in nessun altro gioco visto fino ad oggi! La cooperativa perfetta, mi sento di dire! Online sarà inoltre possibile raccogliere ulteriori oggetti sparsi nei vari livelli o messi come premio finale per il completamento del quadro di gioco da generosi autori che vogliono condividere le proprie creature con i loro compagni e amici di tutto il mondo. Il senso di gioia e di amicizia che si respira in LBP non ha prezzo in campo videoludico e rende questa esprienza ancora più appagante di quanto incredibilmente non lo fosse già prima!
Commento Finale
LittleBigPlanet è poesia allo stato puro. Innovazione allo stato puro. Divertimento allo stato puro. Originalità allo stato puro. Inimitabile sotto ogni punto di vista è davvero il titolo che ci voleva, capace di tenerti incollato, e che è riuscito a far proprio il concetto dettato da Miyamoto di Nintendo poco tempo fa che recitava: “Il gioco riuscito è quel gioco che non ti diverte giocarlo, ma il pensiero di giocarci”. Con LBP succede questo e non solo, metterete su carta progetti e progetti per i vostri fantomatici livelli, per rendervi l’ottavo “Re Costruttore” di LittleBigPlanet, il gioco che non ha fine. Ancora lotto nel dire o meno una cosa, eppure mai così sentita: quasi vien voglia di consigliare l’acquisto di una PlayStation3 esclusivamente per questo titolo Media Molecule che, credete, ha dell’eccezionale e merita, merita davvero!
PRO:
Concept originale e infinito
Grafica ispirata e godibilissima
Modalità Multiplayer Online e Offline molto divertente
SackBoy
CONTRO:
Provoca assuefazione
Qualche difficoltà nell’editor
ANDREA VILLARAGGIA
Link alla mia recensione originale su WWW.NEXTPLAY.IT: LittleBigPlanet


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