Eccomi! (la mia storia)
Salve!
Mi chiamo Andrea e quello in cui vi trovate (volenti o nolenti) è il mio blog personale.
Se non vi interesso io come persona, vi conviene guardare altrove perchè qui sentirete parlare (o vedrete scrivere) soltanto di me… e di ciò che mi gira intorno!
Ma non vi preoccupate… in caso non scocci a voi non può sicuramente esser di peso a me, perciò… BENVENUTI!!
Come detto poco fa il mio nome è Andrea.
Quello che muove ogni singolo giorno la mia vita è semplice: sto cercando di lavorare nel mio mondo, il mondo che adoro e che fin da piccolo mi accompagna, ovvero… quello della Celluloide!
Ebbene si, come moltissime persone al mondo cerco di sbarcare il lunario nel mondo del cinema. Che ci vogliamo fare d’altronde… è così dannatamente affascinante.
Diciamo però che quello che muove un singolo individuo verso questo fantastico mondo può non esser lo stesso che ne muove un altro.
Cosa muove me quindi? Bèh… è semplicissimo. La fama e i soldi non mi interessano (oh bene… i secondi non guastano certo qundo arrivano XD ) e nemmeno le donne (sto benissimo da 5 anni ormai e non potrei chiedere di meglio)… no… non mi interessa tutto questo… io voglio solo trovare il MIO POSTO NEL MONDO.
Sono sempre stato un sognatore e nulla, dico nulla… mi ha mai fatto sognare tanto quanto il mondo del cinema. Per questo, sento di appartenervi e per questo voglio a tutti i costi trovare il mio piccolo buco felice in un grande muro che molti cercano (spesso invano) di scavalcare ogni giorno. Non lo voglio scavalcare. Voglio farne parte.
Voglio farne parte perchè credo che il mondo del cinema abbia un potere eccezionale. Ha il potere di far star bene le persone, di lanciare messaggi per buoni o cattivi che essi possano essere e credo anche che sia l’unico, vero segreto dell’ immortalità.
Insomma… chi ne fa parte, vivrà per sempre. Ancora oggi vediamo film molto vecchi i cui protagonisti sono probabilmente già passati a miglior vita… eppure ancora si parla di loro. Qualcuno li cita. Altri li ammirano. C’è chi li rivede e li sente. C’è chi si fa tener compagnia da loro.
E’ fantastico. Davvero.
Ci sono molti modi, anche migliori, di diventare immortali. Far del bene è sicuramente la via migliore. Ma non credo di avere questo enorme dono e comunque, egoisticamente parlando, la via che ho scelto mi si addice molto di più.
Veniamo al dunque…
Sono nato a Novara alcuni anni fa. Novara è una piccola cittadina del piemonte che poco offre se non la vicinanza con la grande Milano. Mio padre è un bravissimo fotografo pubblicitario e mia madre è, oltre che sua compagna nella vita, anche sua socia nel lavoro.
Fin da piccolo ho dimostrato alcune doti artistiche. Amavo giocare con la videocamera di mio padre. La portavo ovunque durante le vacanze e amavo farmi riprendere o decidere cosa far riprendere ai miei genitori che mi facevano da cameraman. Ero un piccolo attore regista in erba… ma nessuno se ne accorse.
Col passare degli anni mi sono divertito ad utilizzare il tempo trascorso con gli amici riproponendo parodie di spot famosi o di film. Cassette che purtroppo il tempo ed il cambio di formati mi ha sottratto… e nemmeno in questo caso la mia passione fu presa per attituddine.
Le scuole che ho frequentato mi hanno dato pochissimo in tutti i sensi. Non solo ho imparato poco nelle materie specifiche di studio, ma dal lato artistico mi han troncato le gambe su tutti i fronti.
Ricordo con tristezza quando si citava la possibile organizzazione di una recita scolastica alle medie. Ero il primo a saltare in piedi con le orecchie tirate. Ero disposto a qualsiasi parte purchè si facesse qualcosa… ma alla fine tutto cadeva come un frutto dall’ albero. Non avevo l’appoggio delle istituzioni, non avevo più quello degli amici (ormai troppo cresciuti per questo genere di cose a detta loro) e non avevo nemmeno qualcuno che si fosse accorto delle mie possibilità (intese come “passione”). Insomma… gli anni successivi del liceo mi fecero abbandonare del tutto la strada dei media…
Essendo bravino nel disegno (unica cosa che tutti mi han sempre riconosciuto) mi iscrissi all’ indirizzo artistico con l’idea (non potendo diventare un regista o un attore) di fare il fumettista… una forma di regia e recitazione su carta a mio parere. Non lo avessi mai fatto!
La scuola mi fece perdere ogni passione nel campo… e non solo! Non imparai nemmeno il lato tecnico della materia. 5 anni buttati veramente nel cesso. Una tristezza infinita… fino al giorno dell’ esame di maturità.
Feci un tema su “internet” (a scelta tra diversi) e ricordo che un professore di un corso a me estraneo (che quindi non conoscevo) mi chiese, leggendo il mio testo, il perchè non avessi invece intrapreso l’indirizzo classico viste le mie capacità. Il mondo, che già gravava sulle spalle, mi cadde ancor più addosso, schiacciandomi sotto il peso delle scelte fatte.
Diplomatomi, gli anni successivi furono costellati da alcuni avvenimenti positivi o negativi che essi siano. Ebbi brutto incidente stradale durante una vacanza al mare, e questo mi influenzò per anni a venire. Divenni alquanto insicuro su molti frangenti ma, una volta ripreso fisicamente, cominciai i primi passi nel mondo del lavoro.
Per un annetto lavorai nello studio dei miei genitori. Decisi di provare con la fotografia visto che avrei avuto un’attività già bell’e avviata… ma non si rivelò la scelta giusta e, dopo poco, abbandonai. In quell’ anno conobbi Ximena, la mia attuale e fantastica ragazza.
Brancolante nel buio come un cieco con gli occhi bendati, temevo per il mio futuro. Ero arrivato ad un punto morto e davvero non sapevo quale strada prendere. Guardando al mio stile di vita, notai quelle centinaia di dvd, videogiochi e fumetti che, ogni giorno, mi tenevano compagnia e facevano lavorare il mio cervello come una fabbrica di cioccolato. Qualcosa riaffiorò in me. Il fatto che fossi nato in un paese ostile, in una città soffocante e in un luogo dove quel mestiere veniva visto solo come un’ “eterna e sciocca incertezza”… decisi che il cinema era l’unico binario che quel treno di nome Andrea avrebbe potuto imbroccare.
La regia in Italia mi sembrava utopica (sempre gli stessi nomi) e la recitazione mi venne, diciamo così, fatta accantonare. Non avevo soldi ma i miei genitori erano disposti a venirmi incontro.
Lavorai per qualche tempo come meglio trovai e misi da parte qualcosa per potermi iscrivere poco dopo ad una scuola che avrebbe potuto aprirmi in qualche modo le porte a quella dimensione magica che sempre ed inconsapevolmente sognavo ad occhi aperti.
Mi ritrovai così iscritto ad un corso di Sceneggiatura a Milano. Pensai che fosse la cosa migliore. A quanto pareva sapevo scrivere e d’altro canto,a ben guardare, dalla sceneggiatura alla regia poco c’era di differenza. Pensai quindi che fosse una perfetta “porta sul retro”. Ti introduci inquesto mondo e poi cerchi di farti spazio come meglio credi, arrivando anche dietro la macchina da presa, se sei fortunato…
Il corso mi piacque molto ed ero felice della scelta fatta.
Durante questi anni di corso, però, ebbi modo di scontrarmi con la realtà della recitazione. Un mio professore (il migliore del corso) era anche un attore di teatro. Ci portò a fare qualche seminario in una scuola famosa facente parte dello stesso istituto e ci fece recitare nei nostri format. Quel campo che mi era stato oscurato mi si ripresentò davanti come la luce abbagliante di un faro e me ne reinnamorai subito… ma non credevo di potercela fare ormai… avevo perso troppo tempo. Non avevo nè i soldi nè la voglia per richiudermi in un altro istituto della durata di anni… quindi decisi di lasciar perdere e partii…
Pochi mesi dopo mi ritrovai a Londra. Una città meravigliosa. Ci andai con l’intento di trovar lavoro, imparare la lingua e cercarmi lavoro in qualche poduzione locale. Stando lì scoprii un mondo fantastico che credevo esistesse solo nella lontana America: cinema e teatri ognidove, celebrità, set e case di produzione di dimensioni mondiali. Decisi che dovevo farlo, dovevo trovarmi un ritaglio di quel megaposter che potesse ospitarmi.
Fui costretto poco dopo a tornare in Italia. Non ebbi molta fortuna con la lingua nè col lavoro e le finanze non erano sufficienti a permettermi altri soggiorni nella meravigliosa capitale. Ero affranto. Ero convinto che con l’inglese avrei trovato la via giusta per arrivare dove volevo. Una sceneggiatura che mi balenava in testa dai primi giorni del corso di sceneggiatura richiedeva di essere scritta con un linguaggio che mi avrebbe permesso di vederla realizzata un giorno (visto che per le mie idee in Italia non c’è proprio trippa per gatti)… ma non fu così. Tornai allora alla mia vita fatta di famiglia, cinema, dvd, ecc… riprendendo solo a sognare quel mondo.
Capitò nel periodo natalizio di veder uscire nelle sale un film con Will Smith diretto da un nostrano Gabriele Muccino. Capperi… un italiano che lavora con una star del calibro di Smith e che per di più… è stato cercato dallo stesso Will. Volevo vederlo adorando poi Smith come personaggio… e alla prima ero seduto in sala, con la mia lei.
“Non devi permettere a nessuno, nessuno… nemmeno a me che sono tuo padre… di dirti che non sai fare qualcosa e se qualcuno lo fà, è perchè non ne è capace lui! Se hai un sogno, lo devi proteggere!“
Quella scena… quella scena in cui Will prima dice al figlio di lasciar perdere col Basket, perchè non è portato… e poi gli dice di non ascoltarlo… quel film in cui un ragazzo padre di colore senza alcuna possibilità… riesce a realizzare un sogno di tanti solo perchè è LUI… quel film che quel giorno… mi cambiò la vita…
Decisi che volevo recitare!
Decisi che non me ne fregava del tempo, del luogo in cui vivevo, della lingua… no… volevo recitare? Lo avrei fatto… o quantomeno ci avrei provato. Avrei dovuto cominciare solo a muovere i primi passi e poi, se fosse stato destino, ce l’avrei fatta. Io che ero anche abbastanza emotivo, io che non sapevo chi ero, io… io l’avrei fatto.
Poco più tardi mi aggrappai all’ unica cosa che potevo fare per cominciare. Mi iscrissi ad un piccolo corso di teatro comico nella mia città. Detto tra di noi, a pocò mi servì… ma quel tanto che basta per sbloccarmi e far si che, alla fine, mi trovassi iscritto ad un’agenzia per attori… lo trovai.
Ora eccomi qui. Mi chiamo Andrea. Vivo a Novara. Sono diplomato come tecnico di scrittura cinetelevisiva, so un pò di inglese ma presto frequenterò un corso intensivo a, appunto, Londra e lo perfezionerò dannatamente bene. Ho due sceneggiature fantastiche in mente per due cartoni animati e so già a chi le voglio presentare. Sono iscritto da 3/4 mesi ad un’agenzia di spettacolo a Milano che seppur all’inizio potesse non aver creduto in me non essendo io un attore “qualificato”… mi ha fatto lavorare. Sono pochi mesi che sono iscritto e ho girato due piccoli spot per Sky (Sky calcio e Sky Basket), uno spot per Alice Mobile ed un piccolo format per Mtv. Ora ho appena partecipato ad un paio di casting che penso siano andati bene (almeno mi han fatto i complimenti). Sto girando alcuni corti di mia invenzione (con i miseri mezzi che mi ritrovo) e ne ho già girati alcuni come attore, sceneggiatore e regista (sempre nel limite del possibile). Medito di tornare a Londra tra non molto ma di volare in Italia appena mi si presenti anche una piccola occasione per fare ciò che adoro: recitare. Appena saprò l’inglese scriverò le mie idee e saprò chi tampinare per venderle, a fine anno prevedo di comprarmi una bella videocamera e cominciare a gettare le basi per una piccolissima casa di produzione (ovviamente all’inizio miserissima, poi si vedrà) che si chiamerà “Boogeyman Production”.
Quello che più mi piacerebbe fare ora è prender parte alle riprese di un film. Non mi definirò mai un attore… per me i veri attori sono quelli che vengono dal teatro… ma credo di poter avere la speranza di farmi notare come personaggio… in fondo il mondo ha bisogno anche di quelli!
Un salutone a tutti (che coraggio essere arrivati fin qui)

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